Per offrire ai lettori un approfondimento e una migliore comprensione delle dinamiche in atto sul mercato delle pelli grezze in Italia, Trend Calzaturiero ha intervistato Graziano Balducci, presidente dell'Unic, l'Unione nazionale industria conciaria. Si ringrazia l'Unic per la cortese disponibilità.
Presidente, i prezzi delle pelli grezze sui mercati internazionali stanno registrando, come altre commodity del comparto moda e non solo, alcune tensioni che, seppure in attenuazione, non sembrano ancora esaurirsi. Può indicarci quali sono i fattori alla base di tali tendenze?
Il rialzo sostenuto e prolungato dei prezzi del grezzo, che dura tuttora, ha diverse cause, tra cui l'accaparramento orientale e le ridotte macellazioni. C'e' stato anche il tentativo dell'offerta di intercettare il risveglio della domanda manifatturiera, tentativo fallito di fronte al raffreddamento della clientela.
La congiuntura, ora positiva, sembra avere vista corta. Per le concerie i programmi sono a breve termine e persiste la difficoltà a pianificare.
Qual è la strategia che l’industria conciaria italiana intende adottare per contrastare il fenomeno (in ascesa?) del protezionismo?
Fermo restando che il nostro dato di approvvigionamento all'estero è impressionante, siamo al 95%, ci siamo battuti e ci battiamo ogni giorno per ottenere condizioni eque di approvvigionamento. Sono innumerevoli le memorie, gli incontri, le petizioni, le azioni lobbistiche attuate ovunque, segnatamente a Bruxelles, per attenuare il protezionismo altrui, per acquisire reciprocità, per difendere le risorse continentali, per abolire dazi significativi.
La relativa incidenza della nostra attività nell'economia globale, la sua posizione ai confini tra agricoltura e industria, la convinzione dei più che lo sviluppo indotto dalla trasformazione della pelle vada perseguito negli Stati poveri, sono i fattori che impediscono il successo delle nostre rivendicazioni.
Dalle vostre analisi sull’andamento degli ordini emergono elementi di maggiore dinamismo nel segmento delle calzature? Ritenente possibile da qui a fine anno una ripresa dell’attività produttiva in questo settore per voi strategico?
La calzatura è in questa fase la più brillante tra le destinazioni del nostro prodotto. Confidiamo nell'euro tornato a quotazioni più consone e quindi in grado di restituire qualcosa agli esportatori.
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