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Pelli grezze, nota congiunturale settembre 2010

I prezzi -  Settembre riporta la calma sui mercati delle pelli grezze bovine, dopo un bimestre luglio-agosto contrassegnato invece da un andamento sostenuto delle quotazioni.
L’indicatore dei prezzi elaborato dalla Camera di commercio di Milano, in collaborazione con l'associazione Unionpelli, si è attestato nella media generale a quota 180 (base 2005=100), confermando esattamente il livello di agosto.

Le risultanze congiunturali di settembre mostrano un andamento totalmente piatto per tutte le categorie di pelli monitorate.
Rispetto al settembre 2009, invece, l’indice generale dei prezzi delle pelli grezze salate mantiene un divario largamente positivo (dell’84,8% in media), con quotazioni quasi triplicate sulla linea delle vacche e aumentate mediamente del 58% per il vitello e tra il 77 e il 123 per cento per il vitellone.
Da rilevare che il valore attuale dell’indice generale risulta più elevato di oltre il 71% anche  al livello registrato nel settembre 2008.
Il mercato, che attraversa una fase di maggiore tranquillità, sembra in questa fase riflettere una condizione di offerta complessivamente più sostenuta, oltre a un sostanziale equilibrio delle dinamiche mercantili, da mettere anche in relazione allo “sgonfiamento” della domanda legata al comparto automotive. Da segnalare, inoltre, le interferenze determinate dai movimenti sui mercati valutari, con l’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro Usa che ha calmierato implicitamente i prezzi all’importazione.
E' probabile nei mesi autunnali un assestamento al ribasso dei valori di mercato, anche in considerazione di un peggioramento del quadro congiunturale di fine anno che potrebbe tra l'altro frenare gli ordinativi della filiera calzaturiera.
 
Le macellazioni
- Sui circuiti nazionali si attenua intanto la dinamica negativa delle macellazioni bovine. Da gennaio a luglio 2010 il numero degli animali abbattuti si è attestato - secondo l’Istat - attorno ai 2,13 milioni di capi, facendo segnare una contrazione dello 0,7% rispetto ai primi sette mesi del 2009.
Più in dettaglio i dati sulle macellazioni nazionali segnalano nel segmento di vitelloni e manzi una riduzione del 5% degli abbattimenti, a fronte di un recupero dell’8,1% per i soggetti femmina. Sul circuito dei vitelli il calo si è limitato a un frazionale meno 0,4%, mentre il numero delle vacche avviate ai centri di macellazione è cresciuto, anno su anno, di quasi 2 punti percentuali.
Nei sette mesi in esame mantengono invece un andamento fortemente negativo le macellazioni di bestiame ovicaprino. In base agli ultimi aggiornamenti dell’Istat le lavorazioni hanno riguardato complessivamente 2,7 milioni di capi, un numero inferiore di oltre il 13% al dato sulle macellazioni relativo al gennaio-luglio 2009.

L’import - Prosegue la crescita delle importazioni nazionali di pelli grezze. A tutto luglio 2010 gli arrivi dall’estero, ammontati complessivamente a quasi 238mila tonnellate, hanno sperimentato un aumento del 23,2% rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso, mentre in valore (oltre 423 milioni di euro) la crescita ha sfiorato il 70%, incorporando un rincaro del 36,5% del prezzo medio unitario (da 1,30 a 1,78 euro/kg).
Per quanto attiene alle pelli grezze bovine si registra a volume un aumento delle importazioni del 25%, con maggiori arrivi da Francia, Olanda, Spagna e Usa. Si riducono al contrario le importazioni da Germania e Regno Unito.
Per quanto attiene al comparto ovicaprino, i dati Istat rivelano, a tutto luglio 2010, una flessione degli acquisti dall’estero del 2%, con minori quantitativi da Iran e Sudafrica controbilanciati, almeno parzialmente, da una crescita delle importazioni dalla Nuova Zelanda e dalla Siria.

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