I prezzi - Giugno segna una pausa di riflessione sul mercato nazionale delle pelli grezze. L’indicatore dei prezzi elaborato dalla Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con l'associazione Unionpelli, si è posizionato nella media generale a quota 162,4 (base 2005=100), confermando sostanzialmente il livello del mese precedente (-0,1%).
Si tratta di un primo segnale si stabilizzazione che segue una fase di forte tensione in atto dal gennaio scorso. In un mercato che ha mostrato comunque un ulteriore accenno di ripresa nel mese di luglio in occasione delle contrattazioni che hanno preceduto la pausa estiva delle attività.
In base alle rilevazioni di Agrica, aggiornate alla seconda settimana di luglio, i prezzi delle pelli grezze salate si muovono attualmente in un range compreso tra 1,35 e 3,40 euro per chilogrammo netto a “peso coda”, in funzione della categoria. Valori che a distanza di un anno esibiscono incrementi dal 45 al 125 per cento.
Tornando all’indicatore camerale, le risultanze congiunturali di giugno mostrano un andamento totalmente piatto per le pelli di vitello, in un contesto invece di ulteriore tensione nel segmento del vitellone (i rincari hanno oscillato tra l’1 e il 4 per cento rispetto al mese di maggio) e di forte ritracciamento dei prezzi per le pelli di vacca (-4,3% su base mensile).
Rispetto al giugno 2009 l’indice generale dei prezzi delle pelli grezze salate mantiene un divario positivo dell’88,6%, con quotazioni più che raddoppiate sulla linea del bestiame adulto (quasi triplicate per le pelli di vacca) e rincarate del 64% per il vitello.
Le macellazioni - Si accentua intanto la dinamica negativa delle macellazioni nazionali. Da gennaio ad aprile 2010 il numero dei bovini abbattuti è sceso - secondo l’Istat - attorno a un milione e 223mila capi, facendo segnare una contrazione dell’1,6% rispetto ai primi quattro mesi del 2009.
Una tendenza - commenta Trend Calzaturiero - che potrebbe mantenere in tensione il mercato delle pelli anche nei mesi autunnali, per effetto di una generale carenza d’offerta. In considerazione tra l’altro di una maggiore pressione attesa sul fronte delle richieste, determinata da un’accelerazione dell’attività produttiva nei comparti a valle della filiera, in particolare delle calzature.
La spaccato dei dati sulle macellazioni nazionali segnala, nel frattempo, una forte riduzione degli abbattimenti nel segmento dei vitelloni e dei manzi (-6,4%), con recuperi (+8,4%) sono per i soggetti femmine. Per i vitelli il calo è di poco superiore a un punto percentuale, mentre il numero delle vacche avviate ai centri di macellazione è cresciuto, anno su anno, del 2,4%.
Forte battuta d’arresto anche per le macellazioni di bestiame ovicaprino. Nei primi quattro mesi del 2010, secondo l’Istat, gli animali abbattuti sono ammontati complessivamente a un milione e 879mila capi, un numero inferiore del 16,2% al dato registrato nel periodo gennaio-aprile 2009.
L’import-export - Prosegue, intanto, la crescita delle importazioni nazionali di pelli grezze. A tutto aprile 2010 gli arrivi dall’estero (oltre 138mila tonnellate) hanno fatto segnare un aumento del 25,3% rispetto ai primi quattro mesi dell’anno scorso, mentre in valore (poco meno di 222 milioni di euro) la crescita ha sfiorato il +46%, incorporando un rincaro di oltre il 16% del prezzo medio unitario.
Prosegue anche la corsa dell’export. A volume le spedizioni di pelli oltre frontiera sono aumentate del 41,7% (51mila tonnellate circa), per un corrispettivo monetario che ha superato quota 50 milioni di euro (+81,6%).
La bilancia commerciale ha chiuso i conti con l’estero con un disavanzo valutario di 171 milioni di euro, in crescita del 37,5% rispetto al passivo di 124 milioni archiviato nel gennaio-aprile 2009.
Trend Calzaturiero
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