Il secondo comparto industriale, nell’ambito del manifatturiero, per propensione all’export. Con l’incidenza del fatturato esportato, sul giro d’affari complessivo, pari al 46,5%, la più elevata dopo quella di macchinari e apparecchiature (49,7%). E’ il dato, riferito alle imprese del comparto pelli e calzature, che emerge dall’indagine annuale dell’Istat sulla struttura e la competitività delle imprese industriali e dei servizi.
L’indagine, che fornisce una fotografia al 2008, quantifica in 17.193 il numero della imprese industriali del settore, per complessivi 153.508 addetti. Il fatturato, sempre in relazione alla sola componente industriale, ammonta a 27,5 miliardi di euro, il secondo più elevato nell’ambito del sistema moda, dietro l’abbigliamento ma davanti al settore tessile.
Al comparto pelli e calzature l’Istat attribuisce uno dei più bassi livelli di investimento per addetto, solo 4mila euro nel 2008, contro gli 8.700 rilevati in media per l’insieme delle realtà manifatturiere. Il dato risulta comunque più elevato rispetto a quello di abbigliamento e pellicceria, quantificato in soli 2.400 euro per addetto, il più basso in assoluto tra i diversi settori di attività industriale.
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