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Indagine Acri-Ipsos, la crisi continua a preoccupare le famiglie italiane

Quello che emerge è un “attendismo prudente e preoccupato”. Con gli effetti della crisi destinati a protrarsi per 4 o 5 anni, a giudizio delle famiglie italiane. Lo rileva l’indagine campionaria sugli italiani e il risparmio realizzata dall’Acri (l’Associazione delle fondazioni bancarie e delle casse di risparmio) in collaborazione con Ipsos.

Seppure in un clima di generale preoccupazione, gli atteggiamenti degli italiani appaiono in questa fase fortemente polarizzati. Chi non è stato direttamente colpito dalla crisi (circa tre famiglie su quattro, secondo l’indagine) tende a rivalutare la propria situazione personale. Ma il 23% delle famiglie, che ha subito invece i contraccolpi della crisi, si mostra particolarmente pessimista riguardo alla situazione economica personale.
In generale, da quello che era stato definito nel 2009 un “pessimismo statico” si è passati a un atteggiamento attendista, prudente, preoccupato, ma anche disincantato verso un futuro denso di incognite.
Nel frattempo - secondo l’indagine - oltre un terzo delle famiglie (il 36%, contro il 37% del 2009) è riuscito a risparmiare nel corso del 2010. Un fenomeno che sembra tuttavia privilegiare, a livello territoriale, le regioni del Nord, evidenziando invece una situazione di affanno al Centro-Sud.
Si dice in equilibrio finanziario (senza segnalare cioè accumulo o decumulo di risparmio) il 37% degli italiani, mentre più di una famiglia su quattro (il 26%) registra un saldo negativo.
Statico, sul questo fronte, il quadro delle aspettative. Mentre per quanto attiene ai consumi, coerentemente con le rilevazioni sulla condizione personale gli italiani dichiarano di avere ridotto drasticamente gli acquisti negli ultimi 2-3 anni.
A pagare il conto più salato è stato, secondo l’indagine, l’aggregato dei consumi extradomestici (bar e ristoranti, cinema e teatro, viaggi). Ma la crisi ha intaccato anche l’abbigliamento e la cura della persona, mentre appaiono in controtendenza solo telefonia e spese per la casa, compresi gli acquisti di generi alimentari.

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