Marchio, design e creatività sono i principali fattori di competitività associati al made in Italy. Lo rivela un’indagine realizzata da Assocamerestero - l’Associazione delle camere di commercio italiane all’estero - e Unioncamere, da cui emergono, tra gli altri fattori di qualificazione e competitività, nuovi elementi quali la tracciabilità, il rispetto e la tutela dell’ambiente, l’utilizzo di tecnologie avanzate e la fidelizzazione del cliente.
Forte è anche l’attenzione alle politiche di prezzo, che favoriscono, a detta degli intervistati, una razionalizzazione dei costi di produzione (18,1%), facendo però salvo il rapporto qualità/prezzo del prodotto finito (11,9%).
Quanto agli sviluppi congiunturali, le cose sembrano andare meglio sia negli indicatori macro che a giudizio degli imprenditori. Le imprese italiane avrebbero retto infatti all’urto dell’inasprimento della competizione globale e della crisi economica e sarebbero pronte, adesso, a un rilancio sui mercati internazionali.
Il 69% degli intervistati avrebbe inoltre riscontrato, nel primo semestre 2010, un ripresa dell’attività sull’estero, soprattutto per le piccole e medie aziende (per il 75%). Mentre solo il 18% segnala un ripiegamento sul mercato interno, contro il 26% rilevato nel secondo semestre del 2009.
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