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Bene la produzione industriale, ma resta l’incognita consumi

C’era un’attesa quasi spasmodica per questo dato positivo di agosto, che finalmente c’è stato. Il tracciato negativo della produzione industriale non poteva del resto prima o poi che arrestarsi e risalire la china, come i dati Istat hanno documentato già a partire da luglio. Considerando che il secondo trimestre ha lasciato nei conti economici nazionali un “assordante” meno 17,7% del valore aggiunto industriale in senso stretto (scorporato cioè dalle costruzioni) nel confronto con lo stesso trimestre del 2008. E che il dato congiunturale ha decretato un meno 1,7%, altrettanto “chiassoso”, se si considera che la perdita, in termini reali, si è materializzata, in questo caso, in un lasso temporale contenuto (da un trimestre all’altro) e che è la quinta consecutiva (il segno meno è comparso già dal secondo trimestre 2008), facendo seguito a riduzioni del 7,9% dei tre mesi precedenti e del 7% del quarto trimestre 2008.
C’è anche da rilevare, come più volte evidenziato dagli stessi operatori industriali nelle indagini di clima, l’effetto ricostituzione delle scorte, su un dato, quello della produzione industriale, che incorpora, nel rimbalzo di luglio-agosto, la necessità (anche) delle imprese di ricostruire fisicamente il magazzino, in previsione di una auspicata ripartenza dell’economia in coda d’anno.
Su questo aspetto specifico, e in particolare sull’andamento della domanda, sono molte però le incognite che connotano gli scenari futuri. Il ritorno all’acquisto potrebbe (forse) fare leva, in questa prima fase, su una ripresa, o ripresina, delle esportazioni, verosimile a fine anno o all’inizio del 2010. Sul fronte interno potrebbe invece continuare a mancare il sostegno dei consumi domestici. Considerando che, con tutta probabilità, l’effettiva portata di questa crisi, in termini di ricadute occupazionali, non si è ancora pienamente esplicitata nelle evidenze statistiche. E che la situazione di rigidità sul fronte del caro-vita sta impedendo, di fatto, modificazioni degli acquisti di portata tale da far sperare in un rilancio a breve dei consumi.

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