Trend Calzaturiero

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Calzaturiero, dopo la crisi si profila una scenario di stabilizzazione

La tesi della svolta non trova ancora un supporto nei fondamentali che governano l’attuale quadro congiunturale. Ma la nebbia della recessione sembra diradarsi anche per il sistema calzaturiero italiano che, dopo l’urto di questi ultimi mesi, potrebbe avere superato lo stadio più virulento di questa crisi.
Di elementi oggettivi l’attuale equipaggiamento statistico ne fornisce obiettivamente ancora pochi, sottolinea un’analisi di www.trendcalzaturiero.it  Ci sono però alcuni elementi che se da un lato non si connotano ancora come i prodromi di un’imminente ripresa, dall’altro aprono nuovi scenari, introducendo i presupposti per il traghettamento verso una fase per lo meno di stabilizzazione.
Non è un caso che maggio abbia segnato una prima significativa inversione di tendenza per le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate alle imprese del settore pelli e cuoio, segmento in cui ricade anche l’industria calzaturiera. Il mese scorso - in base ai conteggi dell’Inps - le autorizzazioni hanno riguardato poco più di un milione 873mila ore, un numero inferiore del 2,8% al dato di aprile.
E’ la prima volta quest’anno che il monte ore di Cig nel settore registra una variazione negativa, dopo gli aumenti del 69% di febbraio e del 49 e del 17 per cento registrati, rispettivamente, nei mesi di marzo e aprile.
Un segnale incoraggiante che potrebbe anticipare una fase di graduale ripresa del settore, dopo un periodo di forti difficoltà accentuatesi in questa prima parte dell’anno.
A sostegno della tesi migliorativa c’è anche il minirimbalzo dei consumi rilevato in aprile sul mercato interno. Un dato, anche in questo caso, in netta controtendenza rispetto alla dinamica degli ultimi mesi.
L’indicatore sui consumi di Confcommercio, dopo tre mesi di variazioni negative, ha fatto segnare per calzature e abbigliamento un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile 2008, ribaltando il meno 4,8% tendenziale di marzo. Si tratta di variazioni relative ai volumi di acquisto, che non incorporano pertanto la dinamica dei prezzi di vendita. Un incremento quindi reale, seppure solo frazionale, che lascia prevedere un prosieguo del 2009 meno critico, dopo un primo trimestre fortemente negativo.
La lettura dei dati suggerisce comunque ancora prudenza. Considerando, infatti, la dimensione dei cali registrati negli ultimi mesi e l’interferenza di alcuni fattori stagionali bisognerà attendere maggio e giugno per verificare se si è giunti, effettivamente, ad una fase di stabilizzazione del mercato. Un altro indicatore determinante sarà il dato di maggio sulla dinamica della produzione industriale del settore calzaturiero. Con le risultanze di aprile che hanno nel frattempo indicato in un anno una contrazione del 33,2% al netto degli effetti di calendario.
Si tratta del calo tendenziale più accentuato dal gennaio del 1991, data di inizio della serie storica che permette comparazioni. Un risultato che conferma la situazione di forte difficoltà di questo avvio del 2009, che oltre al calzaturiero ha colpito pesantemente anche il resto del sistema moda italiano.